Sentiero 101
Dalla Chiesa della Solitudine al Cristo Redentore, lungo antichi sentieri, boschi di lecci, granito, testimonianze storiche e panorami dell'Ortobene.
Preparati al percorso
Consigliate scarpe da trekking con buona aderenza.
Porta con te almeno 2 litri d'acqua per persona.
Segui cartelli, segni bianco-rossi e omini di pietra.
Alcuni tratti sono irregolari, rocciosi e possono essere scivolosi.
Il Sentiero 101
Il percorso parte dalla Chiesa della Solitudine e raggiunge la Statua del Redentore .
Può essere percorso integralmente oppure solo in parte, scegliendo uno dei numerosi punti attraversati lungo l'itinerario.
Il percorso, tappa dopo tappa
Apri solamente il tratto che stai percorrendo. I punti evidenziati possono essere aperti direttamente in NuoroApp.
Partenza Chiesa della Solitudine Il punto di inizio del Sentiero 101
Prima di partire puoi visitare l'interno della Chiesa della Solitudine e il monumento Andando Via realizzato da Maria Lai e dedicato a Grazia Deledda.
Sul lato destro della chiesetta individua il primo cartello in legno e segui il sentiero in salita.
01 Primo tratto Solitudine → Murrone Sottopassaggio e seconda croce
Il sentiero sale fra le prime rocce dell'Ortobene, pini e cipressi fino a raggiungere un sottopassaggio che consente di superare la strada provinciale.
Una volta usciti dal sottopassaggio, sulla sinistra, troviamo la seconda croce della Via Crucis: Sa Ruche 'e Sas Ladas.
Prosegui in salita sui gradoni in legno fino alla strada in cemento. Raggiunta la cabina elettrica, continua verso sinistra costeggiando la recinzione dell'impianto idrico.
02 Uno dei tratti più suggestivi Su Gutturu 'e S'Impredau Selciato, granito e Via Crucis
Terminata la strada in cemento, un arco naturale formato dai lecci introduce in uno dei tratti più caratteristici del Sentiero 101: Su Gutturu 'e S'Impredau.
Conosciuto anche come S'Iscala 'e Murrone, questo antico viottolo è in alcuni punti molto stretto, scavato fra le rocce e conserva ancora parti dell'antico selciato.
Audio del percorso Ascolta la storia di questo tratto ›03 Panorama e memoria S'Elicheddu 'e Sas Oras Dalla quinta croce al piccolo leccio delle ore
Circa dieci metri dopo Sa Preda Pinta incontriamo l'accesso a S'Aghideddu 'e Ziu Paulu, sentiero che conduce verso le Domus de Janas di Borbore.
Il 101 continua invece verso la quinta croce della Via Crucis: Sa Ruche 'e S'Impredau.
Poco dopo si raggiunge una zona pianeggiante con panorama verso nord, da Orune fino a Cuccuru Nighèddu, la cima più alta dell'Ortobene.
Si arriva quindi a S'Elicheddu 'e Sas Oras, il piccolo leccio delle ore, luogo d'incontro e di pausa per chi un tempo lavorava o transitava nella zona.
Il leccio non esiste più dopo il grande incendio del 1971. Da questo punto si udivano i rintocchi delle campane dell'antica chiesa di Sa Piedade, che scandivano mattino, mezzogiorno e sera.
04 Dentro il bosco Su Pettorru 'e Sas Lozas Lecci, muretti e antiche croci
Al successivo incrocio prosegui verso sinistra in discesa entrando nel tratto di Su Pettorru 'e Sas Lozas.
Il bosco diventa fitto e ombroso. Lungo il sentiero sono ancora visibili tratti dell'antico selciato, grandi massi e muretti a secco.
Dopo circa cento metri si raggiunge lo spiazzo di Sa 'e Sos Frores.
Deviazione facoltativa Sos Nodos e Sa Preda Un piccolo museo del granito a cielo aperto
Laboratori di pietra tra natura e secaprederis
Da Sa 'e Sos Frores è possibile effettuare una breve deviazione che conduce verso uno dei luoghi più particolari dell'Ortobene.
La prima formazione che incontriamo è Sa Conca 'e S'Orcu, una caratteristica roccia zoomorfa.
A Sos Nodos grandi massi di granito sembrano annodarsi fra loro. La zona fu luogo di lavoro dei secaprederis, i tagliapietre che lavoravano manualmente il granito con punta e mazzetta.
Sono ancora visibili scarti di lavorazione, tracce di pre-taglio sulle pareti e piccoli ripari.
Anche parte dei lastroni utilizzati nel Corso Garibaldi di Nuoro provengono dal granito dell'Ortobene.
Seguendo attentamente i segnavia è possibile raggiungere anche Sa Preda, una grande formazione naturale immersa nella lecceta di Su Bidichinzu.
La vegetazione è molto fitta e il tratto finale attraversa numerose rocce. Segui con attenzione i segnavia bianco-rossi e gli omini di pietra.
05 Rientro sul 101 Sa Funtana 'e Milianu La sorgente lungo Su Ribu 'e Seuna
Tornati sul percorso principale si prosegue costeggiando Su Ribu 'e Seuna fino a raggiungere la sorgente dedicata a Sant'Emiliano.
Secondo la tradizione, in quest'area sarebbe sorto un antico nucleo abitativo i cui abitanti si trasferirono successivamente più a valle verso Seuna.
Non essendo nota la potabilità dell'acqua, non utilizzarla come acqua potabile.
06 Ultimo tratto Solotti Verso la cima dell'Ortobene
I segnavia conducono verso un nuovo sottopassaggio che permette di attraversare la strada provinciale.
Da questo punto il percorso affianca in alcuni tratti la strada asfaltata fino alla località Solotti.
Questo tratto viene percorso anche dai pellegrini in occasione della Festa del Redentore.
Proseguendo incontrerai la Casa del Vescovo, un grande casolare giallo e infine gli ultimi gradini in pietra verso la cima.
Arrivo Cristo Redentore Hai raggiunto la cima
Superati gli ultimi gradini, sulla destra trovi le scale che conducono ai piedi del Cristo Redentore.
Verso sinistra raggiungi invece l'anello asfaltato che circonda il Parco del Redentore.
Come tornare a Nuoro
Puoi ripercorrere il Sentiero 101 in discesa oppure verificare i collegamenti del trasporto pubblico dal Monte Ortobene.
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