Sentiero 101 - Dalla Solitudine al Redentore, un cammino tra storia e natura


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Il sentiero 101 sul Monte Ortobene è un suggestivo percorso di circa 4Km (8Km andata e ritorno), consigliato per escursionisti, per atleti che vogliano variare il proprio allenamento, ma anche per chi voglia  fare una semplice passeggiata nella natura. Abbiamo suddiviso il sentiero in diverse tratte, con diversi punti di partenza, pertanto potrà essere percorso anche parzialmente in base al grado di allenamento e di tempo a disposizione.

Partendo dalla Chiesetta della Solitudine, il sentiero 101 ti consentirà di raggiungere a piedi la statua del Redentore, attraversando seducenti tratti di foresta, tra grandi massi di granito dalle forme più svariate e fantasiose. Il sentiero, con alcune varianti, riprende la vecchia carrareccia chiamata "Su Caminu Bezzu", che prima della realizzazione della strada asfaltata, rappresentava la principale via per giungere alla cima del monte e con le sue diramazioni giungere nelle varie località. 

L'intero sentiero è stato contrassegnato dal CAI - Club Alpino Italiano e da Forestas con dei cartelli in legno  e segnavia con vernice bianco-rossa su alberi e rocce e, in alcuni casi, la segnaletica è stata integrata con omini di pietra. Concentrandoti su queste indicazioni eviterai di prendere altre vie che numerose intersecano il Sentiero 101.

Le croci di ferro infisse sulla roccia che troviamo lungo il sentiero, ricordano  il percorso della processione che, nel 1901, accompagnò, per poter essere collocata in cima all'Ortobene, la Statua del Redentore , trasportata in diversi pezzi su dei carri a buoi. La prima croce in ferro della Via Crucis è situata a sinistra della chiesa, sulla stessa è indicato l'anno di realizzazione 1908.

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Verso la fine del sentiero, a circa 10 minuti dalla statua del Redentore, potrai approfittare per una pausa  al Salottino di Solotti,  una suggestiva area attrezzata dove poter bere qualcosa o magari mangiare. Il nostro consiglio è comunque quello di chiamare qualche ora prima dell'escursione per prenotare o conoscere il menù del giorno., unico inconveniente il locale è aperto nel solo periodo estivo, pertanto oltre questo periodo, ti consiglio di organizzarti in autonomia, potrai comunque trovare degli ottimi locali a Nùoro dove poter mangiare,  prima o dopo aver percorso il sentiero.

Prima di partire, nel caso fossi in anticipo o nel caso debba aspettare qualche compagno di escursione ritardatario, ti consiglio di visitare l'interno della Chiesetta della Solitudine e il monumento di Maria Lai  "Andando Via" che dedicò a Grazia Deledda, situato in fondo alla piazza sulla destra della chiesa. 


Questo documento è un ipertesto, troverai alcune parti di testo evidenziato in verde,  questo rappresenta gli hiperlink che consentiranno di collegarti a ulteriori contenuti interni o esterni a NuoroApp. Lungo il sentiero 101 inoltre incontrerai innumerevoli deviazioni, evidenziamo con delle sezioni  con sfondo rosso "FUORI SENTIERO 101", quelle  consigliate al fine di rendere  più interessante l'esperienza, senza ovviamente allontanarci troppo dal percorso principale.


Bene, possiamo partire!!

Arrivando in auto potrai sostare nei parcheggi dietro la chiesa o lungo la via di fronte. Sul lato destro della chiesetta troviamo il primo cartello segnaletico in legno, che indica come prima tappa la località Sa 'e sos Frores, per scrupolo ti ricordiamo di indossare calzature da trekking, prestare molta attenzione al fondo che in alcuni periodi dell'anno, soprattutto dopo le piogge, può essere scivoloso, seguire attentamente i cartelli in legno e i segnavia di vernice bianca e rossa.

Mappa Punti Sentiero 101



Partenza: Seguiamo il sentiero in salita indicato dal primo cartello, percorriamolo tra le prime rocce dell'Ortobene, sotto alcuni pini e cipressi, sino ad arrivare a un sottopassaggio che ci consentirà di oltrepassare la strada provinciale. Una volta giunti sull'altro lato della strada sulla nostra sinistra troviamo la seconda croce della via crucis, Sa Ruche 'e Sas Ladas, proseguiamo lungo il sentiero e percorriamo una salita con dei gradoni in legno grazie ai quali evitiamo di scivolare e, alla fine della salita, giungiamo su una strada in cemento e frontalmente una cabina elettrica. Proseguiamo a sinistra lungo la strada in cemento, tra terreni privati costeggiando, sulla destra, la recinzione dell'impianto di sollevamento idrico di Murrone, che prende appunto il nome dalla località Murrone

Finita la strada in cemento dopo qualche metro giungiamo ad un arco naturale disegnato dai lecci che ci introduce in uno dei tratti più interessanti del sentiero 101:  Su gutturu 'e s'impredau, il viottolo del selciato che attraversa la località di Murrone, chiamato appunto anche S'Iscala 'e Murrone, un vero e proprio vicolo impervio per chi nel passato era costretto a percorrerlo con l'asino o con il carro a buoi, in alcuni tratti strettissimo, scavato tra le rocce, sul cui terreno è possibile vedere, ancora ben conservato, parti dell'antico selciato. Lungo Su gutturu, nell'ordine, troviamo  sulla nostra sinistra in alto, su una roccia, la terza croce della Via Crucis, Sa Ruche 'e Murrone, continuando la salita dopo qualche metro troveremo di fronte alla nostra visuale S'Elefante, una particolarissima roccia a forma d'elefante, subito dopo sempre sulla sinistra troviamo la Quarta croce della via crucis. Su Gutturu continua a salire sino a Sa Preda Pinta, una pietra in granito con un inclusione di quarzo sul terreno, al centro del sentiero, che rappresentava la fine delle pene dopo la salita de S'impredau.

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Proseguendo, dopo circa 10 metri troviamo sulla sinistra l'ingresso del sentiero S'Aghideddu 'e ziu Paulu  che porta alle Domus de Janas di Borbore, ma noi continuiamo  per il sentiero 101 per arrivare alla quinta croce della via crucis, Sa Ruche 'e S'impredau che troveremo sopra un masso sulla nostra sinistra. Subito dopo la quinta croce giungiamo su un area pianeggiante, con panorama verso nord da Orune sino alla vetta più alta dell'Ortobene, Cuccuru Nighèddu con i suoi 955mt  s.l.m .  Subito dopo arriviamo ad un crocevia di sentieri, S'elicheddu 'e sas orasil piccolo leccio delle ore,  un punto di incontro e di pausa per chi lavorava in quella zona o transitava per questa strada,  del  leccio non è rimasto più niente dopo il rogo del 1971, in questo punto si udivano le campane della antica Chiesa de Sa Piedade, dove ora sorge la Chiesa del Rosario, I rintocchi delle campane, ancora oggi udibili, scandivano le ore delle giornate, mattino, mezzodì e sera.

Continuando a sinistra giungiamo dopo qualche metro ad un altro incrocio di sentieri, proseguiamo a sinistra  in discesa, Su Pettorru 'e sas lozas, anche in questo tratto iniziale di sentiero possiamo osservare sul terreno alcune zone con l'antico selciato, entriamo subito nel bosco reso buio dalla fitta vegetazione,  atmosfera fiabesca, trovandoci di fronte un enorme sasso che posto al centro del sentiero crea una diramazione di qualche metro su due strettoie, per poi riunirsi. Sulla destra del sasso che suddivide il sentiero, in  alto su una roccia nascosta dalle chiome dei lecci, si intravede la sesta croce della via crucis, Sa ruche 'e sas lozas.  Il sentiero continua su un viale tra i lecci e muretti a secco fino ad arrivare poco prima della salita, a sinistra, alla Settima Croce della via crucis e Sa Conca 'e sos prades,  proseguiamo la salita seguendo i segnavia di vernice  e arriviamo alla Ottava croce della Via Crucis Sa Ruche 'e Sa e Sos Frores, ancora circa 100 metri e ci troviamo su uno spiazzo in terra, siamo in località Sa 'e Sos Frores come indicato dal cartello in legno, a sinistra il sentiero porta a Farcana, ma noi proseguiamo dritti sul viale delimitato da altissimi pini per prendere dopo circa 100 metri una deviazione a sinistra dalla quale si intravede una sbarra in legno , sulla sua sinistra un altro cartello in legno che cita località  Sos Nodos de Lallanu e indica il sentiero per Sa Preda, questa è una breve deviazione rispetto al sentiero 101 che vale la pena fare per la storia e la particolarità della zona, nel caso si volesse evitare si puoi comunque saltare la sezione seguente "FUORI SENTIERO 101",  e per ora continuare il cammino principale. 

FUORI SENTIERO 101
Laboratori di pietra tra natura e secaprederis


Oltrepassando a sinistra il cartello con indicazione Sa Preda, veniamo accolti da una particolarissima roccia zoomorfa, Sa Conca 'e s'orcu, la testa dell'orco,  proseguendo  dritto dietro S'orcu arriviamo su un grosso rocciaio di granito, con grossi massi che si annodano tra loro, sos nodos e che sembrano  in bilico, pronti a cadere, questo è il cuore della località  Sos Nodos de Lallanu , in passato luogo di fatica dei tagliapietre, sos secaprederis che lavoravano a mano colpo su colpo, con solo  punta e mazzetta. Intorno al rocciaio sono visibili ancora gli scarti di lavorazione,  su qualche parete sono presenti i tracciati del pre taglio fatti a "punta e mazzetta" senza che il taglio sia stato portato a termine,  piccole conche chiuse a pietra per riparo, insomma un piccolo museo a cielo aperto.  I lastroni del Corso Garibaldi  provengono proprio dall'Ortobene. 

Ritorniamo sul sentierino che invece indica Sa Preda, La Pietra, altro luogo magico del Museo Ortobene, è bene in questo punto, seguire attentamente i segnavia bianco rossi e qualche omino di pietra in quanto la zona ha una vegetazione  molto fitta e l'ultimo tratto è un labirinto di rocce, ma per arrivarci, seguendo attentamente le indicazioni, sono realmente 5 minuti. Consiglio: verso la fine ti troverai di fronte, verso l'alto, una piccola staccionata in legno, il corridoio di ingresso per un luogo magico. Ci sei!! bene, lasciati andare, sgancia lo zaino, distenditi a terra sulla roccia e rilassati, un monumento naturale per eccellenza, un alveare scolpito sulla roccia, questa volta non dai secaprederis ma dalla natura. Fantastica anche la vista panoramica sulla fitta leccetta de Su Bidichinzu  sino alla statua del Redentore (Su bidighinzu, la vitalba che è possibile vedere avvolta sui tronchi lungo il percorso,  creando in alcuni casi delle lunghisime liane),  affacciarti sul balcone opposto e goderti il tramonto sul panorama di Nùoro.   

Riprendiamo il sentieo 101 all'altezza della sbarra in legno e ci dirigiamo lungo il sentiero fiancheggiando il torrente Su Ribu 'e Seuna, arrivando dopo qualche minuto alla sua sorgente di origine dedicata a Sant'Emiliano, Sa Funtana 'e Milianu.

Pare che proprio quì sorgesse il nucleo primitivo della città di Nùoro, dove, circa nel 1000. D.C. gli abitanti si trasferirono a valle per dare origine al quartiere di Seuna. 

Allo stato attuale non si conosce la potabilità delle acque di questa sorgente. 

Continuiamo il nostro sentiero, i segnavia  ci guidano verso  un sottopassaggio che ci porta sull'altro lato della strada provinciale, da questo punto in poi il sentiero  affianca  per alcune parti la strada asfaltata  sino ad arrivare in località Solotti di fronte ad una costruzione incompiuta. Da questo punto in poi, anche questo tratto viene percorso dai pellegrini in occasione della Festa del Redentore del 29 Agosto, che seguono l'intero percorso su strada asfaltata, proseguendo dalla casa a sinistra verso la strada asfaltata per circa 10mt troviamo infatti la  Dodicesima Croce.

Dalla costruzione incompiuta segui le ultime idicazioni per percorrere l'ultimo tratto, incontrando in ordine la Casa del Vescovo sulla destra, e dopo altri 50 metri circa sulla sinistra un grande casolare giallo, ancora un po di salita e qualche scalino in pietra e sei arrivato in cima, sulla tua destra troverai le scale che ti porteranno ai piedi del Cristo Redentore, a sinistra arrivi all'anello d'asfalto che circonda il Parco del Redentore.

A questo punto potrai ripercorrere il sentiero in discesa, o se preferisci utilizzare il trasporto pubblico ATP per rientrare a Nuoro ,  con i seguenti orari:

Orari Bus 08

Da Parco (Capolinea) a Chiesa della Solitudine con  fermata intermedia nella Piscina di Farcana: 07.41 - 08.26 - 09.16 - 10.06 - 10.56 - 11.46 - 12.36 - 13.26 - 14.16 - 15.11 - 16.01 - 16.51 - 17.41 - 18.31 - 19.21 - 20.11 (la domenica prima corsa dalle 08.26)


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CONSIGLI:

"I Sentieri dell'Ortobene", una utilissima guida che ti consentirà di approfondire ulteriormente il sentiero 101 e di conoscere altri itinerari escursionistici del Monte Ortobene, dalla facile passeggiata al percorso più tecnico.

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"Ortobene wildlife", Oltre 40 specie di animali selvatici appartenenti agli ecosistemi boschivi confinanti con l'abitato di Nuoro.

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