Trascorrere una giornata a Nùoro tra Mostre e Musei

Percorso tematico // Una giornata a Nùoro tra mostre e musei


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PERCORSO TEMATICO // Nùoro tra mostre e musei

Nùoro 11 Gennaio - 19 Gennaio

Con questo percorso, ti guideremo tra i musei e le mostre di maggiore interesse, attualmente presenti in città. Potrai tranquillamente percorrere l'intero percorso a piedi o se preferisci in bicicletta.  Ti consigliamo inoltre di dare uno sguardo agli altri Eventi in corso a Nùoro, e i Monumenti lungo il percorso, potrai in questo modo rendere più interessante e gradevole la tua permanenza in città. Ti suggeriamo inoltre dove poter mangiare, i bar dove poter fare una piccola pausa, le pasticcerie, le attività enogastronomiche e i laboratori artigianali dove poter assaggiare e acquistare i migliori prodotti tipici del nostro territorio. 

Alcuni consigli utili >> 



TAPPA N.1 - (tempo stimato visita 1.00h)
SPAZIO ILISSO - Arte Archivi Museo / Mostra Marianne Sin-Pältzer - Paesaggi umani
Orari: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00
Lunedì: chiuso / Martedì: chiuso la mattina

 

Come prima e inaugurale tappa ti proponiamo  Spazio Ilisso. A due passi dalla Piazza Sebastiano Satta, nella storica villa Papandrea. Uno Spazio interamente dedicato alle arti realizzato dalla Ilisso Edizioni grazie ai Trentacinque anni di attività e un lavoro sistematico di storicizzazione di tutta l’arte, la cultura materiale, la letteratura sarda e le produzioni locali. Una storia editoriale che offre un catalogo di oltre 500 titoli, 70 mostre, e un vasto archivio fotografico e documentale.

Arte Archivi Museo è museo della scultura del Novecento, ma anche un Archivio sulle arti applicate e sulla Fotografia, con un allestimento che si articola nel piano terreno dell’edificio e negli ampi giardini, sempre aperti al pubblico come piazza verde e luogo di incontro. Il primo piano dedicato a mostre temporanee inerenti la ricerca e le relazioni fra le arti visive, declinate nei differenti ambiti espressivi del contemporaneo.

Il Museo inaugurato con una mostra di Marianne Sin-Pältzer "Paesaggi umani", la grande fotografa tedesca che ha vissuto per un decennio nella città di Nùoro.

La Sardegna e i suoi paesaggi, che vengono qui rappresentatida scatti epocali, iconici, di valore assoluto, per Marianne Sin-Pfältzer sono stati un costante riferimento, tale da condurla a scegliere di strascorrere gli ultimi anni di vita a Nuoro. L'Isola è stata capillarmente indagta dalla fotografa, innamorta anche della sua culturamateriale tanto da diventarne promotrice con mostre da lei stessa organizzate, a partire dagli anni Cinquanta.

Ma la Sardegna è solo uno dei cuori tematici proposti in questa mostra. Un altro, forse il più importante per il taglio internazionale e per la sua attualitànel dibattito contemporaneo, affronta con forza alcunericerche legate alle problematiche razziali, ecologiste e animaliste. Temi che Marianne Sin-Pfältzer ha maturato con sempre maggiore coinvolgimento, schierandosi a difesadelle disparità e diversità, sostenendo l'impostanzadella cultura e dell'educazione come strumento di emancipazione individuale per la costruzione di un giusto equilibrio nella società. Con i suoi scatti, la fotografia lotta contro la discriminazione razziale, sociale e religiosa e in difesa della fragilità della natura dei minori, e così delle culture altre. Istanza che per lei saranno, dalla seconda metà degli anni Sessanta, il perno fondamentale attorno al quale far ruotare i propri interessi e su cui investe tutto, anche le risorse personali, un passo non privo di risvolti familiari dolorosi. In mostra si è dato dunque ampio spazio a quegli aspettioggi capaci di gettare nuova luce sull'interaopera fotografica di Marianne Sin-Pfältzer, dalla quale emerge preponderante l'attenzione verso il mondo dei bambini, che ritrae costantemente nei suoi viaggi e soggiorni internazionali.  Il percorso espositivo si completa con un approfondimento sulla sua attivitàdi designer, sponda alla quale approda da ultimo, quando avverte la progressiva mutazione della professione di fotografa. Marianne Sin-Pfältzer dagli anni Ottanta spinge quindi la fotografia verso ambiti produttivi nei quali è una vera sperimentatrice; i suoi primi esiti, ancora di impostazione artigianale, vengono presto surclassati dall'avvento prepotente della tecnologia, che rimodella e trasforma soprattutto il medium fotograficoanalogico a cui lei rimane comunque legata.

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TAPPA N.2 - (tempo stimato visita 1h)
Casa Natale di Grazia Deledda
Orari: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 19:00
Lunedì: chiuso

 

La seconda tappa  nell'antico quartiere dei pastori "Santu Predu" per visitare la Casa Museo del premio Nobel Grazia DeleddaIl museo realizzato secondo lo schema e i canoni proposti dal romanzo autobiografico Cosima. L'edificio oggi non fornisce solo una chiara esposizione di uno spaccato della vita della Deledda ma rende anche l'idea di come dovesse essere la vita in quel periodo, per quanto si tratti di una famiglia benestante. La casa si articola su tre livelli; non è stato possibile a causa della struttura stessa della casa abbattere le barriere architettoniche. Al piano terra troviamo la grande cucina, con la porta che conduce al cortile dal quale nel grande giardino; al secondo piano abbiamo la dispensa che contiene tutte le provviste per la famiglia che vengono cambiate a seconda della stagione. Al terzo livello infine troviamo la camera da letto e lo scrittoio che è stato recentemente arricchito dalle carte originali del Nobel.  

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TAPPA N.3 - (tempo stimato visita 1.00h)
Museo Etnografico Sardo
Orari: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 19:00
Lunedì: chiuso

 

Come terza tappa ti proponiamo la visita al Museo Etnografico Sardo,  Il Museo etnografico sardo è il maggiore museo etnografico della Sardegna nonché l'unico istituto museale di diretta emanazione della Regione Sarda e rivolge la propria attività di documentazione e ricerca non solo alla città di Nuoro ma a tutta la Sardegna.

Il Museo come luogo di rappresentazione generale della vita tradizionale dell'isola che rimanda a una rete di musei locali quali strutture specializzate per tematica o per territorio. L' attuale percorso si snoda attraverso tre aree: una grande sala che ospita gran parte delle tipologie delle raccolte, divise in sezioni; una saletta dedicata agli strumenti musicali ed una sezione dedicata al carnevale barbaricino, costituita da tre sale.

Le collezioni comprendono circa 8.000 reperti, prevalentemente abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili.



TAPPA N.4 - (tempo stimato visita 0,30h)
Festival del fumetto in Sardegna "Cadacontu" 
Orari: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 19:00
Lunedì: chiuso

 

All'interno della struttura del Museo del Costume sino al 29 Febbraio sarà possibile inoltre visitare la Mostra "CadaContu" all'interno dell'omonimo Festival del fumetto in Sardegna.

È cominciato ad aprile 2019 con una residenza artistica, durante la quale quattro autori hanno scritto e disegnato delle storie a fumetti, ispirate alle atmosfere della città di Nùoro.

Sono state raccolte in un albo, che verrà distribuito venerdì 6 dicembre, data in cui sarà inaugurato l’evento centrale di Cada Contu: l’esposizione presso le sale temporanee del Museo del Costume, a Nùoro, di oltre 150 tavole a fumetti – per mostrare e raccontare lo stato attuale della produzione fumettistica sarda.

Per tre mesi, Nùoro sarà la capitale del fumetto made in Sardegna: eventi, masterclass e laboratori con importanti professionisti della sceneggiatura e del disegno arricchiranno il programma del festival, che si concluderà con la chiusura della mostra, il 29 febbraio 2020.

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TAPPA N.5 - (tempo stimato visita 1h)
Museo Man - Mostra "Anna Marongiu" / Mostra "L'ombra del mare sulla collina"
Orari: 10:00 - 20:00
Lunedì: chiuso

 

La quinta tappa ci porta al MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro :

Sino a domenica 1 marzo 2020, la prima retrospettiva museale di Anna Marongiu (Cagliari 1907 - Ostia 1941), curata da Luigi Fassi.
La mostra rappresenta un'importante tappa della ricerca del MAN sull'arte del Novecento sardo e italiano.

ll percorso espositivo si sviluppa attorno tre cicli di illustrazioni dedicati a capolavori della letteratura realizzati da Marongiu tra il 1926 e il 1930: la serie completa delle tavole di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (1930), le illustrazioni de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (1926) e le tavole de Il Circolo Pickwick di Charles Dickens (1929). Quest’ultimo lavoro, composto da 262 tavole realizzate a inchiostro e acquerello, costituisce il cuore della retrospettiva: in prestito dal Charles Dickens Museum di Londra è oggi, a novant'anni dalla sua realizzazione, per la prima volta visibile in un museo.

Anna Marongiu, prematuramente scomparsa in un incidente aviatorio a Ostia, è una delle figure più originali e al tempo stesso dimenticate della scena artistica sarda della prima metà del Novecento.

Dopo gli studi a Roma e la frequentazione dell'Accademia Inglese nella capitale, Marongiu intraprese un percorso artistico che ha attraversato con grande capacità di sperimentazione molteplici tecniche come il disegno, la penna, l'acquaforte, l'olio, il bulino. Il suo registro linguistico, caratterizzato da una forte espressività del segno, si muove tra l'umoristico e il drammatico, il comico e il mitologico, trovando originalità e vigore in tutte le tecniche da lei adoperate. L'esposizione dedicatale nel 1938 dalla Galleria Palladino di Cagliari fu una delle prime mostre personali di un'artista donna in Sardegna e contribuì all'ulteriore affermazione dell'artista sulla scena nazionale, che nel 1940 parteciperà alla Mostra dell'incisione italiana moderna a Roma.

La mostra è arricchita da un breve film sull'artista, realizzato da MAN e Film Commission Sardegna in collaborazione con il Charles Dickens Museum con la regia di Gemma Lynch.
Accompagnerà la mostra un catalogo edito da Marsilio Editore.



Sino a domenica 12 gennaio 2020, il MAN di Nuoro presenta, in parallelo con la retrospettiva di Anna Marongiu, la mostra L'ombra del mare sulla collina, una preziosa selezione di opere tratte dalla collezione permanente del museo, a cura di Luigi Fassi ed Emanuela Manca.

L'esposizione offre un'inedita lettura della collezione del MAN, raccontando in modo nuovo più di un secolo di arte in Sardegna attraverso un variegato corpus di disegni, pitture e sculture.

Il percorso ricostruisce le vicende artistiche del Novecento sardo attraverso alcune delle opere più rappresentative della collezione e prosegue fino al presente instaurando uno stretto dialogo con diversi autori contemporanei.

È un'opera di Mauro Manca a dare il titolo alla mostra, scelta in ragione del netto spartiacque che essa segna tra le esperienze figurative e quelle astratte: unanimemente ritenuta il passaggio cruciale per l’apertura, nel secondo dopoguerra, degli orizzonti dell’arte moderna in Sardegna, L'ombra del mare sulla collina dell'artista sassarese è lo snodo intorno a cui ruota l’intero progetto espositivo.

La mostra racconta l’eterogeneità della storia artistica sarda, innesta tra loro mondi e stili diversi, tradizioni e sperimentazioni, e svela le nuove acquisizioni di Aldo Contini, Anna Marongiu e Mario Paglietti.

Tra gli artisti in mostra si annoverano alcune delle figure chiave per l’elaborazione dei diversi canoni espressivi che hanno caratterizzato la scena artistica sarda dal Novecento a oggi: Italo Antico, Antonio Ballero, Alessandro Biggio, Giuseppe Biasi, Giovanni Campus, Cristian Chironi, Francesco Ciusa, Giovanni Ciusa Romagna, Mario Delitala, Francesca Devoto, Salvatore Fancello, Gino Fogheri, Caterina Lai, Maria Lai, Costantino Nivola, Rosanna Rossi, Vincenzo Satta, Tona Scano, Antonio Secci, Bernardino Palazzi.

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TAPPA N.6 - (tempo stimato visita 0.30h)
MancaSpazio - "Everyone In The World Is Doing Something Without Me (Minuscoli Ossicini)"
Orari: 17:00 - 20:00
Domenica: chiuso

 

La sesta tappa ci riporta nel quartiere storico di Santu Predu, al MancaSpazio, dove sino al 28 Gennaio sarà possibile visitare la Mostra Everyone In The World Is Doing Something Without Me (Minuscoli Ossicini) personale del nuorese Gianni Casagrande  a cura di Chiara Manca e Cecilia Mariani, è la prima tappa di un più ampio progetto espositivo che nel corso del 2020 coinvolgerà altri tre artisti accomunati dall’origine nuorese – Vincenzo Pattusi, Vincenzo Grosso, Ruggero Baragliu – chiamati a confrontarsi con un’eredità concettuale forte quale quella del romanzo postumo Il giorno del giudizio (1977) di Salvatore Satta (1902-1975), e dunque con l’identificazione del capoluogo barbaricino con un metaforico “nido di corvi”. Un (pre)concetto identitario, questo, di per sé negativo ma difficilmente ignorabile, con cui la stessa intelligentsia locale, nei decenni più recenti, ha fatto dei conti un po’ approssimativi, quasi si trattasse di un mantello ancora troppo caldo per quanto ruvido, confortevole perché recante la traccia della propria impronta.

Prendendo le mosse da Krähen. Ein Portrait, volume del 2013 del tedesco Cord Riechelmann pubblicato nella sua versione italiana da Marsilio nel 2019 all’interno della collana Storie Naturali, è stato chiesto agli artisti di compiere la stessa operazione di ribaltamento compiuta dallo studioso: come lui, dopo anni di osservazione diretta dei volatili e di confronto con la comunità scientifica, è stato in grado di smentirne la pessima fama materiale e immateriale, così loro si sono relazionati con un pregiudizio simbolico ostinato e limitante per una città che proprio per l’anno 2020 aveva voluto proporsi in qualità di capitale italiana della cultura. Alla pari dei corvi abissini (corvus crassirostris), che hanno l’abitudine di sostare sul tetto di quella che ad Harar fu la casa del poeta Arthur Rimbaud, si sono posati metaforicamente sulle tegole del magistero sattiano: chiamati a concepire una o più opere a partire dalle argomentazioni esposte nel testo di Riechelmann e da un volume inteso anche come oggetto-libro, hanno dato la loro personale interpretazione del tema; un modo concreto, questo, per affermare l’esistenza di un processo creativo in corso e la propria originale presenza al suo interno, sia attraverso la rielaborazione di un’origine urbana e culturale comune, sia tramite il filtro specifico del proprio tratto, segno, intervento. Un volo evidentemente ambizioso, insomma, alla ricerca di prospettive nuove, più aeree, più alte.

La mostra di Gianni Casagrande, in cui i lavori creati per l’occasione si affiancano a una videoinstallazione retrospettiva e a una selezione mirata di quadri facenti parte del suo nutrito corpus pittorico (oltre 400 dipinti realizzati in quattordici anni di attività), propone un’interpretazione autoriale della metafora ornitologica mediata attraverso il collage. La riflessione sulla “funzione” del corvo ha trovato così compimento in un’opera singola e in un polittico il cui titolo – Keyholes, ovvero “buchi della serratura” – è un invito a origliare “le voci di dentro” del libro di Riechelmann, a spiare ciò che di buono vi accade e a prenderne in qualche modo spunto per la rifondazione positiva di un’identità locale finalmente emancipata dallo stigma sattiano.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo bilingue con testi di Chiara Manca e Cecilia Mariani, progetto grafico di Sara Manca, traduzioni in inglese di Shahrazad Hassan e fotografie di Nelly Dietzel.