Circolo Culturale Sa Bena // Mostra “Barcones – viaggio nel profondo blu”

Circolo Culturale Sa Bena // Via S. Martino, 17

Dal lunedì 11 ottobre 2021 al domenica 14 novembre 2021

MOSTRE

 

orario:
Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 11:00 alle 23:30.
Lunedì e domenica dalle 17:00 alle 23:30.

Il circolo culturale Sa Bena ospita La Mostra: “Barcones – viaggio nel profondo blu” raccoglie alcune opere del pittore Nico Orunesu che rappresentano il travaglio degli uomini e delle donne che tentano di raggiungere l'Europa attraversando il Mediterraneo stipati sulle "carrette del mare". 
Nella variante bittese della lingua sarda "Barcones" significa "finestre" da cui ci si può sporgere per vedere la tragedia di quell'umanità che scommette la propria vita sui barconi che hanno come destinazione le coste europee.
“Barcones – viaggio nel profondo blu” è il titolo che l'artista ha voluto dare ad un ciclo di dipinti, che sono esposti dall'11 Ottobre al 14 Novembre presso il circolo Sa Bena, in via San Martino 17 a Nuoro.
 Le opere hanno avuto origine dall’elaborazione di una serie di foto molto conosciute del fotografo Massimo Sestini.
 Una in particolare, “Mare Nostrum”, realizzata dall’alto di un elicottero il 7 giugno 2014 a largo della Libia, pubblicata fra gli altri da L’Espresso a corredo dei reportage del giornalista Fabrizio Gatti. 
La foto, che ritrae una barca stracolma di donne, uomini e bambini che volgono lo sguardo verso l’obiettivo del fotografo, è diventata un’immagine simbolo della tragedia dell’immigrazione, conosciuta e premiata in tutto il mondo, dal febbraio 2019 in esposizione permanente al Mandela Forum di Firenze.
La nitidezza di quella foto era tale che le persone perdevano il carattere di massa indistinta; tanto che lo stesso fotografo lanciò nel 2015 la campagna “Where are you? Dove sei?”, e chiedeva agli occupanti di quella barca che si riconoscevano nella foto, di raccontare la loro storia.
Questo lo spunto per Nico Orunesu, artista conosciuto come un pittore di “terra e di terre” sin dai tempi delle sue opere su juta (riutilizzando i vecchi sacchi usati nel mondo agro-pastorale).
La terra dei miti ancestrali e dell’immaginario ha costituito l’humus culturale di Orunesu; quella agognata (“Queste pitture sono la memoria di una terra promessa”, scrive di lui Natalino Piras nel 2008, in occasione di una personale dell'artista a Nuoro); quella persa, traditrice di sogni e speranze giovanili (“dei riferimenti alla civiltà pastorale e contadina qui se ne perdono quasi le tracce: di quel mondo rimane solo terra, pietra, cielo” scrive nel 2019 Giovanni Dettori, presentando il ciclo di dipinti Télos-Kàmpos-Kélos).