TEN Gallery // Mostra Fotografica "Residui" di Fabrizio Bruno

TEN - Teatro Eliseo Nuoro // Via Roma, 73

Dal giovedì 29 luglio 2021 al giovedì 12 agosto 2021

MOSTRA FOTOGRAFICA

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Orario: 16.00/20.00
Giorno di chiusura: domenica
Ingresso: richiesta dotazione di mascherine, gradita prenotazione telefonica o mail

 

MOSTRA Fotografica di Fabrizio Bruni  "Residui"
a cura di Associazione Culturale Madriche
Immaginare un confine ci porta spesso a visualizzarlo come una linea quasi inconsistente, un filo teso tra due spazi che può essere ipoteticamente scavalcato con un balzo: la storia, anche quella recente, ci mostra in realtà il confine come un’entità amministrativa più che fisica, dove gli accordi tra stati o le determinazioni degli enti locali lo rendono più o meno osmotico e dove l’accezione più comune che gli viene data è quella del limite piuttosto che quella di un punto di unione. Il limes, già dai tempi antichi, veniva rappresentato con il volto bifronte di Giano, punto di incontro e allo stesso tempo punto di separazione, motivo di pace o di guerra a seconda degli occhi di chi lo osservava o della spada che lo difendeva.
Nel lavoro “Residui” del fotografo Fabrizio Bruno il confine da filiforme diventa spazio e paesaggio, striscia di territorio occupabile dalle attività dell’uomo, che ne usufruisce in maniera temporanea e senza un apparato burocratico che ne giustifichi destinazione d’uso o ne rivendichi la titolarità indiscussa.
Un paesaggio sospeso. Un residuo in attesa.
Scrive Fabrizio Bruno:
“Tutto inizia dal finestrino di un treno, dove lo scorrere rapido del paesaggio restituisce come in uno schermo il movimento coerente di pezzi di territorio. L’uscita dalla città, in particolare, dove il treno si lascia alle spalle la nostra visione assuefatta dello spazio urbano con le sue forme, spinge gli occhi verso quella porzione di territorio che non è più città e non ancora campagna.
Tra un canneto e una gora, un vigneto e un capannone ai bordi di un centro abitato, mi ritrovo davanti una porzione di territorio “indeciso” a cui cerco di dare forma. Il mutamento delle regole urbanistiche ha portato le città occidentali ad ampliarsi sempre di più in direzioni che un tempo erano destinate ad altre funzioni (aree produttive, aree rurali). Tale trasformazione ha creato una forte tensione tra “vuoto” e “pieno” urbano, contribuendo a dislocare nello spazio dei veri e propri residui di territorio: aree marginali, a prima vista senza nessuna apparente funzione.
La piana tra Firenze e Prato è costellata di questi spazi informali, liberi da incombenze progettuali, la cui presenza è fondamentale per lo sviluppo di un’area metropolitana condivisa tra i due comuni.
La selezione di immagini qui presentata è parte di un più ampio progetto di documentazione, il cui intento è di far emergere a protagonisti di una narrazione questi “resti” di territorio dislocati lungo la Piana: quali storie e quali funzioni si celano al loro interno? in quale modo il territorio muta in seguito agli interventi informali attuati in questi spazi?”