MANCASPAZIO // Mostra "PANE E SALE - Sardinian Game" di Sara Vighi

MANCASPAZIO // Mostra "PANE E SALE - Sardinian Game" di Sara Vighi

MANCASPAZIO // Via della Pietà, 11

Dal giovedì 10 settembre 2020 al sabato 19 settembre 2020

Orari: 17.00 - 20.00 / dal martedì al sabato

Mostra PANE E SALE (Sardinian Game) di Sara Vighi al MANCASPAZIO
Cura della mostra: Chiara Manca

Attraverso 19 fotografie di Sara Vighi, la mostra Pane e Sale - Sardinian Game racconta la Sardegna da Nord
a Sud, da Est ad Ovest, nei suoi più tipici e caratteristici dettagli del paesaggio e dell’architettura cittadina e
rupestre.
Le campagne, con i muretti a secco che delimitano i terreni e i cancelli in ferro battuto alti e possenti, quasi
sempre sorretti solo da due colonne in muratura o pietra e ormai privati della recinzione; le greggi al
pascolo, l’archeologia che riemerge prepotentemente dal suolo, le tombe dei giganti e i nuraghi svettanti
verso il cielo.
Poi la costa: le torri spagnole, antiche vedette dei conquistatori, le funi di ormeggio dei traghetti che
collegano l’Isola alle sue isole e al continente, i loggiati delle case del Sud, vicino al mare, e i famosi
comignoli della Costa Smeralda, ormai simbolo di un turismo elitario, distante dalla vita quotidiana dei
sardi.
Le feste religiose, ancora preservate dal folk estivo per turisti, tanto solenni quanto colorate, con le
bandierine triangolari che dal campanile della Chiesa scendono verso le case e nelle strade. Ancora, le
vetrine dei musei archeologici, dove migliaia di reperti, di piccoli frammenti di storia, raccontano la vita e i
mestieri dopo migliaia di anni.
La mostra, così, è il “pane e il sale”, necessità e contingenza/ sostanza e apparenza/ , di luoghi, immagini,
tradizioni e cultura della Sardegna in forma di cibo. Ogni immagine racconta un luogo e ogni luogo è
raccontato da un alimento. Avvicinandosi, le fotografie svelano il muretto a secco fatto di fave essiccate e
le bandierine della festa fatte di formaggio. Uno scambio, costante, fra racconto e immagine, fra presente e
passato, fra tradizione e contemporaneità, attraverso lo sguardo (foto)grafico di Vighi.