MANCASPAZIO // Mostra "All we have is now" di Anne Langgaard"

MancaSpazio Via della Pietà, 11

Ottieni indicazioni

MancaSpazio / Mostra "All we have is now" di Anne Langgaard"
Tempo stimato: visita 0.30h
Visitabile sino al: 06 Novembre
Orari: 18.00/20.00 - domenica e lunedì chiuso
Costo biglietto: free

accessible accessible mascherine accessible mascherine accessible mascherine accessible mascherine accessible mascherine
 
 

La quarta tappa ci porta al MancaSpazio, si inaugura la prima mostra personale in Italia di Anne Langgaard, in collaborazione con Format Art Space di Copenhagen, co-curata da Chiara Manca e Anne Riber.

Anne Langgaard sceglie “All we have is now” come titolo della sua mostra personale, la stessa frase che ritroviamo anche in un'opera di ceramica presente da Mancaspazio, parte della collezione “Note to Self”.

Il titolo sottolinea la fragilità del mondo contemporaneo (riferendosi alle attuali guerre e alla recente pandemia), ma, allo stesso tempo, rievoca una delle condizioni esistenziali dell’essere umano: “il presente” come unico punto di riferimento. Tutto il resto è ignoto.

Questo è un paradosso, sebbene il tempo, secondo la scienza, di fatto non esiste e non è altro che un’illusione.

Tale dilemma viene messo in risalto nella mostra; infatti le opere dell’artista hanno il proposito di “congelare alcuni istanti” nel tentativo di renderli immortali, ma con la consapevolezza dell'impossibilità di farlo.

Alcuni oggetti di uso quotidiano si trasformano così in un vero e proprio memento mori.

La mostra è composta da vari elementi.

Ritroviamo un assortimento di oggetti di uso quotidiano (tra cui patatine, strofinacci, lecca-lecca, guanti in lattice, un gelato e una penna a sfera) che sono stati fusi in bronzo e alluminio.

Vi è poi una serie di stampe riguardanti diverse attrazioni turistiche della Sardegna come un tramonto vicino a Capo Caccia e Nebida, alcune spiagge e altre immagini selezionate da internet. La tecnica sviluppata da Langgaard prevede l’utilizzo dei fogli accartocciati come matrici di stampa, dove i colori impressi corrispondono a quelli delle fotografie delle località ricercate online.

In questo modo, le immagini trovate nel web risultano scomposte, e tra le pieghe e le crepe della carta si rivelano scorci di fotografie della nostra isola.

L’esposizione include inoltre circa 21 “Note to self”, ovvero promemoria di vita quotidiana, dipinti su fogli A5 di ceramica, stropicciati e strappati. Gli appunti e i contenuti di queste note fanno riferimento a diversi argomenti: dall’insicurezza dell’essere umano, ai consigli per le pulizie e citazioni casuali, tutte presentate con una punta di ironia.

Langgaard crede nell’esistenza di una poesia esclusiva nella quotidianità della vita e degli oggetti che la caratterizzano, capace di rafforzare la consapevolezza dell’essere vivi.

In “All we have is now” gli attimi fuggenti vengono resi immortali attraverso la fusione di oggetti in bronzo e alluminio e grazie all’utilizzo della ceramica e delle stampe.

Le creazioni diventano contemporaneamente spaccati di vita, riflessioni sul passare del tempo e promemoria del precario e naturale andamento dell’esistenza umana.

Sottolineando il valore di (apparentemente) insignificanti frammenti della nostra realtà condivisa, l’ordine delle cose viene messo in discussione. Pertanto la quotidianità viene sconvolta e ribaltata, e gli oggetti più banali si rivelano avvolti di poesia, ironia e immaginazione.

Anne Langgaard ha studiato presso il Chelsea College of Art and Design di Londra (2011-13), attualmente vive e lavora a Copenhagen. Il lavoro di Langgaard intende sottolineare il potenziale magico della quotidianità e degli oggetti che ne fanno parte. Materiali scontati e comuni si trasformano consentendo la creazione di uno spazio dove la bellezza e la semplicità del quotidiano viene enfatizzata.

L'imprevedibilità della vita è preservata in queste opere attraverso un equilibrio poetico e ironico tra l’effimero e l’eterno.

Langgaard espone attualmente sia in Danimarca che all’estero e questa è la sua prima mostra personale nella galleria Mancaspazio.